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ELEZIONI INARCASSA - GIOVANI e meno giovani: SVEGLIAMOCI!
Il periodo pre-elezioni rappresenta un momento critico per la governance perché nuovi soggetti provenienti da contesti non istituzionali - e pertanto dotati di "autonome capacità di pensiero" - potrebbero portare in Inarcassa una visione del bene comune diversa, potenzialmente anche molto difforme dal pensiero dominante della leadership perfettamente gestita dal nostro presidente.
Con ubbidienza, spirito di corpo e prontezza militare, molti delegati hanno risposto al comando del presidente organizzando gli incontri ai quali abbiamo assistito in molte province. Contrariamente a quanto sostiene il presidente Santoro nell’editoriale della rivista N.1/2020 (CLICCA QUI per leggerlo, ne vale la pena) era esattamente dalle scorse elezioni che non lo vedevamo in molte città d’Italia. Da settembre 2019 a febbraio 2020 il nostro presidente ha fatto seminari quasi tutti i giorni, forse per fare educazione previdenziale, ma certamente per farsi pubblicità e riconfermare la propria leadership.
Qual è la vera finalità degli incontri fatti in ciascuna città dal nostro presidente?
Gli incontri avevano l’obiettivo di far passare l’idea di una cassa virtuosa che gestisce al meglio i nostri soldi, un’istituzione trasparente, che offre sicurezza e un aiuto concreto nelle difficoltà quotidiane, sia professionali che private, che garantisce le migliori coperture sanitarie. Insomma trasmettere l’idea che i nostri soldi sono in buone mani, ottimamente amministrati e che possiamo stare assolutamente sereni.
Il nostro presidente ci ha difatti piacevolmente intrattenuti con battute scherzose, slogan e filmati hollywoodiani, stroncando sul nascere qualunque intervento che potesse insinuare il dubbio che ci raccontasse solo una bella favola. Interventi e domande dei convenuti relegati agli ultimi 30 min, che solitamente diventavano 10, quando oramai i più stavano abbandonando la sala convegni contenti di aver recuperato qualche CFP deontologico.
Nessun cenno alle imminenti elezioni, nessuna indicazione di programmi e candidati: l’obiettivo del nostro presidente sembrava concentrarsi sul distogliere l’attenzione dalle elezioni, forse affinchè votasse solo la cerchia ristretta degli amici dei delegati in carica. Un giochetto da niente che funziona da almeno 25 anni.
Siamo davvero nella situazione idilliaca che ci ha fatto immaginare il nostro presidente?
Purtroppo le cose pare non siano esattamente come ci vengono raccontate.
Vale la pena ripetere che i contributi che versiamo noi, oggi, servono per dare la pensione a chi in pensione ci è già andato, per di più con regole molto più vantaggiose di quelle che saranno vigenti quando sarà il nostro turno.
Chi ad esempio si è iscritto ad Inarcassa nel ’95 pagava il 6% di contributo soggettivo, vigeva il metodo retributivo e la pensione era calcolata sulla base della media dei migliori 10 redditi degli ultimi 15 anni di iscrizione e sarebbe potuto andare in pensione a 59 anni. Oggi paghiamo più del doppio, ci raccontano che potremo andare in pensione a 67 anni e che prenderemo meno soldi perché ora il calcolo viene fatto con il metodo contributivo che è molto diverso dal metodo retributivo!
Non ci dicono che i sussidi di solidarietà vengono concessi ad insindacabile giudizio del CDA.
Non ci dicono che il 20% degli iscritti non riesce a pagare il contributo minimo.
Non ci dicono che per ottenere ciò a cui abbiamo diritto dall’assicurazione sanitaria e dalla polizza RC professionale dobbiamo farci assistere da un avvocato.
Non ci dicono quanti dei nostri soldi (quelli che dovrebbero servire per farci trascorrere serenamente la nostra vecchiaia) vengono spesi per pagare gli avvocati che difendono la Cassa nei contenziosi con gli iscritti o con terzi.
Non ci spiegano perché non vengono mai contestate le inadempienze contrattuali dei fornitori e fatte valere le relative penali/cauzioni contrattualmente previste.
Non ci spiegano perché in occasione delle scadenze il nostro sito va regolarmente in tilt e il danno rimane solo a carico degli Iscritti.
Non ci dicono delle perdite subite in investimenti sbagliati (caso E.On).
Non ci dicono che il cospicuo patrimonio immobiliare è stato venduto al prezzo stabilito dall’acquirente senza neppure una perizia di stima.
Le informazioni provengono unicamente dalla leadership di Inarcassa ed è molto difficile che circolino notizie diverse da quelle ufficializzate dalla governace.
Comunicazione e trasparenza
La millantata trasparenza della Cassa è un lontanissimo miraggio.
Alla richiesta di accesso ai documenti non viene dato riscontro, i verbali del Consiglio Nazionale Delegati e del CdA sono secretati, lo “spazio aperto” della rivista di Inarcassa è in realtà chiuso: le lettere che mettono in luce problemi e disservizi vengono censurate.
Il regolamento elettorale è stato fatto per impedire la comunicazione: ai candidati sono stati dati unicamente i riferimenti postali dei propri Colleghi.
Neppure i delegati hanno la possibilità di comunicare con i propri Colleghi, ma ciò alla maggior parte non dispiace affatto considerato che molti sono già in pensione e coltivano solo i propri privilegi.
L’età dei nostri rappresentanti
Il 16.5% dei nostri rappresentanti ha più di 67 anni, quindi è già in pensione. Il 39.8% ha più di 60 anni quindi probabilmente andrà in pensione durante il corso del mandato.
La fascia 25/50 anni, che dovrebbe essere il cuore del Comitato nazionale dei delegati essendo più interessata e coinvolta da Inarcassa, è passata dal 34.1% dei rappresentanti al 26.4%.
GIOVANI e meno giovani: SVEGLIAMOCI!
Cosa ci aspettiamo da questi rappresentanti se non che difendano i loro privilegi che ritengono acquisiti e immodificabili? L’Art. 7 del Regolamento Generale di Previdenza approvato nel 2012 (CLICCA QUI per leggerlo) prevede che tutti i pensionati sono tenuti al pagamento di un contributo di solidarietà pari all’1% della quota di pensione calcolata con il sistema retributivo.
Questo contributo dovrebbe compensare il fatto che il calcolo delle pensioni ora ha regole molto diverse da quelle di prima. Perché è un esiguo 1%? Perché i nostri rappresentanti tutelano solo se stessi ed i propri privilegi!
E’ ora chiaro perché le elezioni si sono aperte con l’editoriale del nostro presidente Santoro (CLICCA QUI per leggerlo) che mette in guardia gli elettori rispetto ai nuovi candidati che, secondo lui, “entrano a gamba tesa nel delicato sistema previdenziale, per conseguire obiettivi ben diversi dagli interessi pensionistici degli iscritti” e, sempre secondo lui, come i funghi, spariranno subito dopo le elezioni.
Però, sembrerebbe proprio che i funghi siano il nostro presidente e la sua schiera di sostenitori: spuntano difatti quando sono prossime le elezioni per scomparire fino alle elezioni successive. Ciascuno di noi sa quando ha sentito l’ultima volta il proprio delegato provinciale o che cosa lo stesso abbia fatto nel corso del suo mandato.
NOI ONOREREMO L’IMPEGNO CHE CI SIAMO ASSUNTI: porteremo avanti il nostro programma
Noi invece, come promesso, non scompariremo e porteremo avanti il programma che ci siamo prefissi (CLICCA QUI per leggerlo).
Non siamo politici, siamo ingegneri ed architetti liberi professionisti, abituati ad esaminare il contesto, individuare le soluzioni, belle o brutte che siano, ed esporle in modo chiaro e comprensibile, senza preoccuparci di racimolare a tutti i costi il consenso.
Non usiamo la dialettica per trasformare i discorsi in polemica e il nostro operato è ispirato alla regola del buon padre di famiglia.
Cosa vogliamo fare?
Vogliamo farci parte attiva affinchè nella vita pratica di tutti i giorni ci sia qualche problema in meno e qualche servizio in più.
Porteremo avanti le NOSTRE istanze, ciò che avremo condiviso e discusso. Siamo difatti assolutamente convinti che solo una rappresentanza "attiva" faccia la differenza con l'attuale gestione e che il confronto costruttivo tra i professionisti possa produrre i migliori risultati.
Che cosa ci manca?
Abbiamo bisogno di Te, solo insieme e solo se riusciremo a diventare tanti potremo riconquistare il prestigio, la dignità, la giusta considerazione umana e gratificazione professionale ed economica che meritiamo.
Ti invitiamo pertanto ad entrare a far parte del gruppo “Alla luce del sole” CLICCA QUI
Facendo parte del gruppo scoprirai anche che molti hanno i tuoi stessi problemi, non ti sentirai più isolato ed abbandonato a te stesso e sarai informato su ciò che succede relativamente alla nostra professione, avrai la possibilità di dire la tua, far valere il tuo punto di vista e perché no, il tuo specifico interesse … che probabilmente è un interesse comune a molti.
Ing. Cristina Marsetti (BG) - Ing. Francesco Nastasi (SV) – Ing. Paolo Emilio Pancaldi (BO), - Ing. Lucio Luconi
promotori del gruppo ALLA LUCE DEL SOLE